Oltre l'illusione e la plastica: il viaggio metallico e introspettivo di Rabbia Sonora
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Oltre l'illusione e la plastica: il viaggio metallico e introspettivo di Rabbia Sonora

26 giugno 2026 alle 15:07

C’è un filo rosso, invisibile ma potentissimo, che unisce la storia del rock alternativo italiano degli anni '90 alla rivoluzione digitale dell'Intelligenza Artificiale generativa. Quel filo oggi si chiama RΔBBIΔSΩNΩRΔ (Rabbia Sonora), il progetto musicale di Lorenzo Corbino, un producer AI che sta scardinando i preconcetti della scena musicale elettronica e metal dimostrando che la tecnologia non è una scorciatoia fredda, ma l'estensione geometrica di un'anima.

Un’eredità di sangue e di rock

La storia musicale di Lorenzo non nasce davanti allo schermo di un computer, ma sul palco e in famiglia. Suo padre era un bassista rock'n'roll che suonava nelle piazze a Capodanno portando con sé tutta la famiglia. Proprio il padre, ai primissimi inizi della sua avventura, aveva militato tra le fila di un gruppo che avrebbe fatto la storia della musica italiana: i New Trolls, quando ancora la band non era famosa.

Cresciuto a pane e grandi classici, Lorenzo impara a suonare il basso e la chitarra. Fino ai vent'anni è la seconda chitarra nella band della sua compagnia di amici, un gruppo che masticava già pane e metal, suonando le cover dei Movida e dei Karma, pilastri del rock alternativo italiano. È in quel periodo che si avvicina a concetti filosofici profondi, come il Velo di Maya di Schopenhauer: l'idea che la realtà circostante sia solo un'illusione da squarciare. Un concetto che anni dopo diventerà il fulcro della sua poetica.

La notte di Roma e la scintilla di Suno

Crescendo, la vita prende il sopravvento. La musica suonata viene messa da parte per cose ritenute "più importanti". Lorenzo fa qualche esperimento al PC, registra tracce di chitarra, aggiunge batterie elettroniche, ma il sound suona vuoto, manca qualcosa.

Poi, la svolta arriva durante una trasferta di lavoro a Roma. Un collega gli mostra una canzone ironica generata con Suno AI. La maggior parte delle persone avrebbe riso e chiuso l'applicazione; Lorenzo, invece, intravede immediatamente una porta spazio-temporale. La sera stessa, isolato nella sua stanza d'hotel, si chiude in un loop creativo che gli apre un mondo. Nasce così la sua prima traccia, "Occhi da bambina", dedicata alla compagna Vali (che ancora oggi è la sua prima e più fidata ascoltatrice, custode di una passione che Lorenzo vive quasi in segreto rispetto al resto del mondo).

Ma il vero Big Bang del progetto avviene il 27 giugno 2025 con l'uscita di "Love’s Infinity", il brano che gli fa comprendere l’immenso potenziale della sua musica e che battezza ufficialmente l'avatar artistico di Rabbia Sonora: un nome scelto dopo lunghe ricerche per dare forma a un personaggio focalizzato sulla ribellione, sull'introspezione e sul malessere della vita.

La borsa dei Prompt: la cassetta degli attrezzi di un Producer AI Per Lorenzo, il prompt non è un semplice comando: «È come la sacca delle mazze di un giocatore di golf. In base al colpo che devo fare, decido quale mazza usare, e da lì può nascere una partita eccellente. È un set di strumenti in continua evoluzione, mai statico». Molti dei suoi prompt sono formule segrete create con il tempo e custodite gelosamente.

Abyssal Thump: il manifesto senza etichette

Se i primi mesi del 2025 sono stati una ricerca della propria originalità, da settembre dello stesso anno il sound di Rabbia Sonora è diventato un marchio di fabbrica unico e riconoscibile. La svolta artistica arriva con l'EP "HiddenDown", dove Lorenzo trova la sua esatta dimensione personale.

Lorenzo definisce il suo genere Abyssal Thump: una declinazione di metal industriale cupo, profondo e viscerale. Tuttavia, la sua natura lo spinge costantemente oltre i confini del genere. Ultimamente sta sperimentando sonorità progressive metal ed elettroniche più morbide, una chiave più melodica e accessibile per portare il suo messaggio a un pubblico più ampio, senza mai perdere l'attitudine.

I suoi testi sono flussi di coscienza quasi interamente introspettivi. Anche quando affrontano temi sociali e distopici di controllo di massa — come nel brano presentato per il format Future Frequency — nelle canzoni di Rabbia Sonora c'è sempre una crepa da cui passa la luce: una prospettiva positiva che spinge ad andare avanti nonostante "la parte angosciante del vivere".

Il presente, il futuro e il sogno impossibile

Oggi Rabbia Sonora è una realtà solida e rispettata su YouTube, TikTok e Spotify, ma Lorenzo rifiuta le logiche commerciali del music business. Non ci sono piani a lungo termine o obiettivi aziendali: il progetto vive per il puro divertimento e per la passione di esplorare l'universo AI, un ambiente che gli ha permesso di tessere legami con tantissimi altri creator.

Se dovesse scegliere una collaborazione da sogno nel mondo dei vivi o dei morti, Lorenzo non ha dubbi: Chris Cornell. L'indimenticato frontman dei Soundgarden, scomparso nel 2017, un artista che ha combattuto i propri demoni cantando con una voce viscerale, le cui parole sembravano scritte direttamente con il sangue dell'anima. Un'attitudine che sposa perfettamente la filosofia di Rabbia Sonora.

Nel frattempo, il viaggio continua. Lorenzo parteciperà alla sezione video del Future Frequency AI Festival 2026 con il brano "The Cage Was Me" (La gabbia ero io), un titolo che racchiude perfettamente il suo messaggio di chiusura: un invito ai ragazzi intrappolati nelle gabbie invisibili della società a svegliarsi, a tenere la mente aperta, a non fidarsi dell'apparenza e a scavare sempre oltre il primo impatto. Perché la musica, anche quella generata da un'intelligenza artificiale, ha ancora il potere di risvegliare le coscienze.

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Intervista di Manuel Cuda