Dietro le quinte dell'IA: intervista a Caretti 21, tra codici, tastiere e libertà creativa
interviste

Dietro le quinte dell'IA: intervista a Caretti 21, tra codici, tastiere e libertà creativa

21 luglio 2026 alle 10:00

Cosa succede quando la passione per l'informatica si fonde con la scrittura e la produzione musicale? Per scoprirlo, abbiamo fatto due chiacchiere con Caretti 21, un producer che sta esplorando i confini della musica generata dall'intelligenza artificiale con un approccio fresco, curioso e profondamente personale.

​Dietro quel "21" c'è una storia d'amore speciale: il nome, infatti, unisce il suo cognome al ventunesimo giorno del mese in cui ha conosciuto sua moglie. Una cifra che porta con sé il significato di una svolta importante.

​Dalla programmazione al primo beat

​La tecnologia è una costante nella vita di Caretti 21: “La mia passione per l'informatica è iniziata a circa 5 anni”, ci racconta. Una curiosità innata per la scoperta e per il funzionamento delle cose che lo ha portato, negli anni, ad appassionarsi alla programmazione.

​In passato, la musica era già presente sotto forma di hobby, quando creava tracce da discoteca utilizzando i software di un tempo. Poi, a dicembre, la svolta: la scoperta delle potenzialità dell'intelligenza artificiale applicata alla composizione e l'approfondimento dei meccanismi di distribuzione dei brani.

​Ma qual è stata la scintilla che lo ha spinto a provare la prima volta?

​"Avevo un'esigenza di scrittura in un periodo particolarmente difficile, in cui stavo valutando se cambiare lavoro. La musica e la scrittura sono diventate il mio rifugio".

​Da quel momento di svolta, a febbraio, è nato il suo primo singolo: "E sento che affondo giù".

​Il primo esperimento e la magia del risultato completo

​Ricordare il primo impatto con la musica creata dall'intelligenza artificiale suscita ancora stupore: “Ascoltarlo finito la prima volta mi ha fatto uno strano effetto. Quando fatta bene, l'IA crea vere e proprie emozioni”.

​Per Caretti 21 la parte più divertente e soddisfacente dell'intero processo creativo è duplice: la costruzione meticolosa del testo e, successivamente, l'ascolto del risultato completo della generazione della base.

​E sul dibattito che circonda queste nuove tecnologie, ha le idee chiare:

​"Il vero problema non è l'IA, ma mischiare prodotti buoni a prodotti scadenti. È giusto fare una selezione rigorosa delle canzoni sulle piattaforme. Se c'è un lavoro autentico sotto, si sente. Se il testo è originale, si sente".

​Nessun recinto musicale e zero aspettative

​La cifra stilistica di Caretti 21 è la contaminazione. Non ha un genere musicale preferito e crede fermamente nella libertà di espressione in tutti i sensi, rifiutando di associarsi a un unico genere. Ne sono la dimostrazione le collaborazioni artistiche fatte di recente e in particolare quella realizzata con Luca Pasotti con il brano "Bugie sul cuore".

​Il suo approccio resta genuino e lontano dalle logiche commerciali:

​"Non voglio avere nessuna aspettativa da producer AI: per me attualmente è solo passione e lo faccio perché mi fa stare bene".

​Uno sguardo positivo, inoltre, è rivolto al futuro del settore: nutre grande speranza nell'evoluzione della musica e si augura che ci sia sempre meno ostruzionismo verso quella prodotta con l'ausilio dell'intelligenza artificiale.

​La reazione degli altri e la nascita delle idee

​Quando fa ascoltare i suoi brani ad amici e familiari, la reazione più comune è la sorpresa, soprattutto quando si imbattono in tracce in cui non si avverte minimamente l'utilizzo dell'IA. Ma la soddisfazione più grande arriva quando i brani più profondi riescono a toccare le corde di chi ascolta, regalando emozioni autentiche e complimenti inaspettati.

​Come nascono le idee? Tutto parte quasi sempre da un'esigenza espressiva personale, da una frase o da un pensiero che ronza incessantemente in testa, lasciando poi che la tecnologia dia forma e supporto alla visione creativa.

​E per il futuro?

​I progetti in cantiere non mancano. Tra le ambizioni di Caretti 21 ci sono quelle di vestire i panni del ghost writer, scrivere testi destinati a competizioni importanti e continuare a esplorare il mondo della scrittura per i brani, dimostrando che la creatività umana e la tecnologia, quando viaggiano insieme, possono aprire scenari del tutto inediti.



Articolo di Davide Bollato