Google sostiene che i Termini di Servizio di YouTube abbiano sempre autorizzato l'addestramento della sua IA musicale
Questa settimana Google ha presentato un'istanza formale per respingere una causa federale sul copyright, introducendo una strategia legale senza precedenti: l'azienda sostiene che i Termini di Servizio (ToS) di YouTube le abbiano concesso, fin dall'inizio, ampi diritti legali per utilizzare qualsiasi contenuto caricato sulla piattaforma ai fini dell'addestramento dell'intelligenza artificiale, incluso lo sviluppo del suo modello di generazione musicale Lyria.
Come riportato originariamente da Variety, i legali di Google appartenenti al prestigioso studio associato Quinn Emanuel hanno depositato la mozione di 41 pagine presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale dell'Illinois. L'atto punta a smontare radicalmente la proposta di class action intentata da un gruppo di musicisti indipendenti, tra cui il cantante Sam Kogon, il compositore Magnus Fiennes e la band Directrix.
Secondo i legali di Big G, gli attori non sono in grado di dimostrare che Google abbia effettivamente addestrato l'IA sulle loro canzoni specifiche e, cosa ancora più importante, anche se lo avesse fatto, tale utilizzo sarebbe pienamente legittimo in virtù dei contratti firmati dagli utenti.
Il testo della mozione e la clausola "Scudo"
"Anche accettando come fatti le loro accuse non verificate, la denuncia non può reggere", si legge testualmente nel documento depositato da Google. "Ciascuno degli attori ha concesso a YouTube e a Google – che fornisce il servizio – un'ampia licenza d'uso del contenuto caricato. Tale licenza, presente nei Termini di Servizio di YouTube, autorizzava la condotta contestata nella denuncia".
La linea di difesa di Google si focalizza su una specifica clausola contrattuale che ogni utente accetta nel momento in cui effettua un caricamento (l'atto di "spuntare la casella" dei ToS). Questa clausola garantisce a YouTube e alle sue società collegate una:
“Licenza globale, non esclusiva, esente da royalty, sublicenziabile e trasferibile per riprodurre, distribuire, preparare opere derivate, mostrare ed eseguire” tali contenuti.
Secondo Google, lo sviluppo e l'addestramento di un modello di machine learning rientrano perfettamente nel diritto di "preparare opere derivate" e nelle attività connesse alle operazioni commerciali globali della piattaforma.
Una strategia legale differente che aggira il "Fair Use"
Questa mossa separa nettamente Google da tutte le altre aziende di intelligenza artificiale generativa attualmente sotto processo. Concorrenti diretti nel settore della musica IA come Suno, Udio o colossi del testo come Anthropic, si sono finora difesi facendo leva sulla dottrina del Fair Use (uso legittimo), sostenendo che l'addestramento sia un processo "trasformativo" protetto dalle eccezioni del copyright.
Suno e Udio, dopo essere state travolte dalle cause legali delle tre grandi major discografiche (Sony Music Entertainment, Universal Music Group e Warner Music Group), hanno in parte patteggiato, avviando accordi di licenza commerciali con Warner e Universal. Le cause di Sony contro Suno e Udio, così come quella di Universal contro Anthropic, restano invece aperte.
Google, al contrario, non ha bisogno di arrampicarsi sugli specchi della filosofia del diritto d'autore o del fair use: possiede già una delle infrastrutture di distribuzione più grandi al mondo e le basta applicare i contratti d'uso che gli stessi artisti firmano per usare la piattaforma.
Artisti indipendenti vs Grandi Major: il doppio standard
Il caso solleva una questione cruciale sul divario tra i musicisti indipendenti e le grandi star. Le major discografiche (come la Universal Music Group di Lucian Grainge) non sono soggette ai termini di servizio generici di YouTube. Esse negoziano accordi di licenza aziendali separati e privati, i quali – come sottolineato spesso dai vertici delle major – contengono clausole e "barriere di protezione" (guardrails) rigidissime che vietano espressamente a Google di usare il loro catalogo per addestrare modelli di IA generativa senza un compenso economico dedicato.
Per gli artisti indipendenti (i cosiddetti indie creators), che non hanno alle spalle il potere contrattuale di una major, i termini di servizio standard rimangono l'unica legge vigente. Se il tribunale darà ragione a Google, i ToS diventeranno il definitivo scudo legale per le Big Tech, permettendo loro di fagocitare legalmente i contenuti degli utenti per creare prodotti concorrenziali.
Cosa Google ha confermato (e cosa ha taciuto)
Google ha mantenuto una posizione strategica su ciò che ammette pubblicamente:
Nel aprile 2024, il CEO di YouTube Neal Mohan aveva ammesso in un'intervista a Bloomberg che "una parte" dei video di YouTube veniva effettivamente usata per addestrare modelli linguistici come Gemini.
Successivamente, un post sul blog ufficiale di YouTube ha confermato: "Utilizziamo i contenuti caricati su YouTube per migliorare l'esperienza del prodotto [...] incluse le applicazioni di machine learning e IA". Google ha anche confermato a CNBC che i video servono ad addestrare il generatore video Veo.
Tuttavia, l'azienda ha rifiutato di commentare e non ha mai confermato se i file musicali degli attori siano stati specificamente inseriti nell'architettura di Lyria 3, il suo modello di IA musicale integrato nell'ecosistema Gemini che permette di creare brani completi partendo da semplici prompt testuali. Nella mozione, Google taglia corto affermando che il problema non sussiste: anche se li avesse usati, la licenza di YouTube lo consentiva.
I dettagli della causa originale
La battaglia legale è iniziata a marzo 2026, circa un mese dopo il rilascio pubblico di Lyria 3. La denuncia originale degli artisti (un faldone di 118 pagine) evidenzia come Google sfrutti una posizione di "potere strutturale" ingiusto. Gli artisti accusano Mountain View di aver utilizzato non solo la piattaforma di hosting, ma anche il sistema Content ID (l'infrastruttura di gestione dei diritti d'autore di YouTube) come una gigantesca rete da pesca per analizzare, catalogare e mappare la musica protetta da copyright su scala globale, trasformandola in dati di addestramento gratuiti.
Se il giudice deciderà di non respingere la causa, il processo entrerà nel vivo; in caso contrario, si configurerà un precedente storico: qualsiasi cosa caricherai su internet potrà essere legalmente usata dalla piattaforma per addestrare l'IA che un giorno potrebbe sostituirti.
Articolo di Manuel Cuda