Uno studio rivela: un terzo dei musicisti usa l'intelligenza artificiale per trovare l'ispirazione nei brani che pubblica
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Uno studio rivela: un terzo dei musicisti usa l'intelligenza artificiale per trovare l'ispirazione nei brani che pubblica

09 giugno 2026 alle 11:32

L'intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro per l'industria musicale: è già una realtà concreta all'interno degli studi di registrazione. Secondo uno studio approfondito condotto su oltre 15.000 professionisti del settore, il 35% dei creatori di musica ha già integrato l'IA nel proprio lavoro. La percentuale sale vertiginosamente al 51% se si considera la fascia degli artisti under 35.

La ricerca evidenzia come l'adozione di questi strumenti sia particolarmente diffusa in generi specifici come la musica elettronica, la musica urban/rap e la produzione di musica pubblicitaria.

Paura per il futuro e crollo dei ricavi

Nonostante l'alto tasso di utilizzo per scopi creativi e di ispirazione, tra gli artisti regna una profonda diffidenza. La maggior parte degli intervistati (64%) ritiene infatti che i rischi legati all'uso dell'intelligenza artificiale superino di gran lunga le opportunità.

L'ansia è soprattutto di natura economica:

  • Il 71% dei musicisti teme che l'IA generativa possa privarli delle loro fonti di reddito, minacciando la loro stessa sopravvivenza professionale in futuro.

  • Lo studio stima che nel medio termine sia a rischio il 27% dei ricavi tradizionali di autori e creatori.

  • Per i soli membri di GEMA e SACEM, questo si tradurrebbe in una perdita cumulativa di royalties stimata in circa 2,7 miliardi di euro entro il 2028.

Un mercato in fortissima crescita

Mentre gli artisti tremano, l'industria legata alle tecnologie musicali basate su IA sta vivendo un boom senza precedenti. Il mercato globale dell'IA generativa ha già raggiunto un valore stimato di circa 4 miliardi di dollari, e la musica ne rappresenta l'8% (circa 300 milioni di dollari). Secondo le proiezioni degli esperti, questo segmento è destinato a moltiplicarsi per dieci nei prossimi cinque anni, superando i 3 miliardi di dollari entro il 2028.

La richiesta unanime: regole e trasparenza

I creatori di musica non chiedono di fermare il progresso tecnologico, ma pretendono tutele. C'è una convergenza quasi totale sulle richieste da fare alla politica e alle aziende tech:

  • Il 95% dei musicisti e degli editori esige totale trasparenza dalle aziende che sviluppano software di IA, specialmente riguardo ai dati e ai brani usati per "addestrare" i modelli.

  • Il 93% chiede ai legislatori di dare massima priorità alla protezione del diritto d'autore.

I leader delle società di gestione, tra cui Cécile Rap-Veber (CEO di SACEM) e Tobias Holzmüller (CEO di GEMA), hanno ribadito che l'obiettivo non è rallentare l'innovazione, ma renderla "virtuosa", garantendo che gli autori ricevano un compenso equo quando le loro opere vengono utilizzate per generare nuovi contenuti commerciali.